Il discorso di Iovino alla cerimonia presieduta da S.E. Monsignor Giudice

Permettetemi, innanzitutto, di ringraziare Sua Eccellenza, monsignor Giuseppe Giudice, il parroco, monsignor Domenico Cinque, e tutta la Curia diocesana per aver accolto la nostra richiesta di aprire agli atleti, ai tecnici, ai dirigenti e ai collaboratori dell’ASD Nocerina 1910 le porte di questa antichissima cattedrale. Il mio ringraziamento va anche a quanti tra istituzioni, associazioni, sportivi delle due Nocera e dell’Agro hanno voluto essere presenti qui con noi questa sera.
Papa Francesco, nel corso delle Giornate Mondiali della Gioventù che si sono tenute a Rio de Janeiro nel 2013, ha spronato i giovani a “scendere in campo” e a essere “atleti della fede”.
È, questo, un paragone che ci inorgoglisce, ci dà forza e che, più di tutto, ci dà una grande responsabilità. Il pontefice ha spronato i fedeli di tutto il mondo a farsi “atleti”, riconoscendo nell’impegno quotidiano delle persone che fanno attività sportiva uno scopo che va oltre un allenamento, uno scopo che va oltre una maglia sudata, uno scopo che va oltre una mera sfida.
Lo sport, così come la fede vissuta nella sua totalità, è passione, è fatica, è gioia, è abnegazione, è rispetto dell’altro. Lo sport e la fede promuovono una lingua universale: la lingua dell’onestà, la lingua dell’impegno, la lingua della solidarietà. È in nome di questi valori che noi portiamo avanti con orgoglio il nome della Nocerina, una società che da 108 anni rappresenta sportivamente questa città di Nocera Inferiore, la città di Nocera Superiore e l’Agro nocerino-sarnese.
Alle porte del nuovo campionato, abbiamo sentito forte il bisogno di essere qui per chiedere a Sua Eccellenza, il vescovo di questa Diocesi, la benedizione affinché il Signore ci accompagni e ci dia la forza per fare del nostro meglio durante il corso di tutta questa stagione sportiva.
Fare il nostro meglio significa rispettare gli impegni, rispettare il pubblico, rispettare la maglia. Dare, tutti noi insieme, il massimo, quotidianamente. Lo chiedo ai ragazzi che scenderanno in campo; lo chiedo ai tecnici che dovranno guidarli; lo chiedo alle persone che gli staranno vicini. E, lo chiedo, anche a coloro che li accompagneranno, i tanti tifosi di questa squadra gloriosa.
Ora vorrei rivolgere un pensiero particolare ai tifosi, ai collaboratori e ai dirigenti sportivi che ci hanno lasciati dalla vita quotidiana e sono tornati in cielo. Sono convinto ci stanno ascoltando da lassù e ci daranno la forza di andare avanti con fiducia. Li ricorderemo sempre.
Se siamo certi di una cosa, è che con noi ci sarà sempre il Signore. Matteo ci ricorda che se due o tre persone sono riunite nel Suo nome, Lui è accanto a loro. Allora, sappiamo con certezza che Lui è qui con noi. Ed è a lui che affidiamo le nostre anime, con la certezza che Egli ci accompagnerà sempre. 

Bruno Iovino